DIARIO / DIYSIGNER

giovedì, luglio 12, 2012




Certi post ce li servono su un piatto d'argento.

Non mi piace scrivere solo per criticare, sembra che a frequentare blog le riflessioni che ispirano siano sempre negative. In realtà seguo una moltitudine di blog interessanti e ironici e ne scopro sempre di nuovi soprattutto ultimamente, dunque la blogsfera non è come a volte la descriviamo.

Giusta premessa per scrivere qualche riga di critica verso chi si prende troppo sul serio. Argomento: design e designer roba che chiudiamo puro lo IED tanto ci sono i DIY.

Tutto passa attraverso corsi di laurea e istituti? La storia ci insegna di no, serve genio, creatività innata, gusto, dedizione, costanza e credo molto altro ancora.  Da qui a pensare che basta fare un bracciale (seguendo un tutorial) per definirsi designer ce ne passa.



Faccio un passo indietro.
Sono da anni appassionata di accessori e in particolare bijoux, posso dire che ho 'scoperto' (non alla maniera di Pippo Baudo) designer quando muovevano i primi passi e ancora non erano famosi; una su tutte Giulia Boccafogli che ho conosciuto quando vivevo a Bologna (persona splendida non smetterò mai di dirlo e si merita il successo ottenuto).
Poi ho iniziato anche io a fare bijoux, come hobby, però cercando sempre e dico sempre di metterci del mio di non seguire tutorial (al tempo in realtà non ce ne erano comunque) e di trovare sempre una mia strada (anche se ovviamente la moda ti condiziona inevitabilmente).

Ho venduto collane e orecchini per molto tempo, appena una cosa che realizzavo cominciavo a vederlo in ogni dove abbandonavo stile e materiale per sperimentare qualcosa di nuovo. Non senza errori perchè ho sempre fatto tutto da autodidatta. Ho iniziato ad utilizzare gli alamari per gli orecchini più di tre anni fa, le nappine più di due (fino a crearle io in pelle) e il soutache ormai un anno e mezzo fa. Sempre cercando una mia via.
Collana Dori Csengeri

Quando mi sono avvicinata per esempio al soutache se ne vedeva poco in giro, nelle mercerie tiravano fuori gli scatoloni con le matassine vecchie di anni. Non conoscevo la tecnica usata da Dori Csengeri ma solo il risultato finale così me la sono inventata fissandomi nell'idea di fare qualcosa di diverso dai suoi orecchini e credo di esserci riuscita.

Non mi sono mai chiamata o tantomeno sentita una designer. Pur ammettendo che nel mio piccolo ciò che creavo piaceva e ci avessi forse creduto di più e soprattutto avessi avuto la costanza di cui difetto, magari avrei proseguito in modo più serio.

Tutto ciò che ho fatto seguendo Diy e tutorial mi sono rifiutata di venderlo. La scorsa estate ho iniziato a fare i bracciali modello Chan Luu ma non gli ho mai inseriti tra i pezzi dati alla Galleria della mia amica perchè non li sentivo miei e la stessa filosofia l'ho adottata con tutti i bracciali che realizzo adesso che non sono farina del mio sacco. Anzi tutt'altro. Li faccio per me e li regalo alle mie amiche piuttosto che a mia sorella.

Sono passati anni io realizzo sempre di meno e compro sempre di più, rimane invariato il rispetto per chi crea qualcosa dal nulla. Lo fa con la propria testa e investe tempo e denaro.

Se delle studentesse universitarie realizzano bracciali seguendo tutorial e li vendono guadagnando qualche soldo non ci vedo nulla di male anzi. I soldi fanno sempre comodo specie quando si studia. Però che blogger presentino le stesse come designer creatrici di 'collezioni' (solo perchè il filo cambia colore immagino e dunque i modelli sono disponibili in diverse tonalità) . Anche no. Ancor peggio le ragazze che si litigano le clienti e si pubblicizzano in modo più meno ridicolo.

Prendiamoci tutti meno sul serio.

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