DIARIO / CIò CHE NON PROVERò PIù

giovedì, agosto 23, 2012


Questo weekend andrò in spiaggia, probabilmente saranno gli ultimi giorni di mare prima dell'autunno, quelli un po' malinconici che spesso uso come metafora per descrivere qualcosa che sta finendo lentamente e piacevolmente.

Fino a qui tutto come sempre, o forse no, perchè mi sono resa conto che in realtà questa malinconia non riesco a provarla appieno, perchè non ho vissuto appieno questa estate o meglio non l'ho fatto come un tempo; ormai sono adulta ho un lavoro e sebbene da giugno i weekend io non li abbia quasi mai trascorsi in città, è pur vero che la sensazione di vacanza l'ho vissuta solo per due settimane mentre ero in Turchia.

Dunque essere adulti significa anche questo. Abbandonare per sempre stati d'animo e sensazioni che non si potranno più provare, come l'atmosfera da ultimi giorni di scuola (anche a questa spesso ricorro) elettrizzante come pochi altri momenti.
Difficile da digerire.

Tutto lo so è inevitabile e forse scontato, ma fa un certo effetto fermarsi a constatarlo.
Del resto però non mi sono ancora resa conto di aver 26 anni.

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4 commenti

  1. A prescindere dal cambiamento dentro e fuori di noi, è il nostro stato d'animo a farci vivere a pieno o meno gli eventi. Diventare adulti vorrà dire avere meno tempo libero a disposizione, probabilmente. Perciò è necessario abituarsi all'idea e imparare ad affrontare quei pochi giorni a disposizione con entusiasmo e gioia. Senza pensare alla quantità, ma solo alla qualità!

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

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  2. Perfettamente d'accordo con le tue parole..per me la fine dell'estate coincide con un periodo in cui passo fare bilanci più o meno positivi...

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  3. hai ragione. concordo su tutti i fronti.

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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  4. Ciao cara, provo la stessa cosa da qualche anno, dalla fine dell'università almeno! A volte mi chiedo perchè non ho scelto come qualche amica di voler diventare insegnante da grande (sai, un paio di mesetti a casa d'estate mi piacerebbero proprio tanto!)...poi rifletto su quanto siano in bilico anche loro, povere precarie che a settembre affrontano una guerra tra pari per una cattedra e mi dico che 15 giorni di ferie ad agosto mi son sufficienti. Si cresce, ma i ricordi della spensieratezza estiva di qualche anno fa li conservo tutti nel cuore, ed è bello così. Ti dirò che quando son tornata in ufficio dopo le mie due settimane ero anche un po' felice.
    Per rimanere in tema...BUON LUNEDì! ;)

    P.s. Ho visto la foto dalla mongolfiera ed è strabiliante, che bel posto! :*

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