VIAGGI / ISTANBUL - LA PRIMA TAPPA

lunedì, agosto 27, 2012


La regola in generale per ogni esperienza, da un viaggio ad una cena in un particolare ristorante, piuttosto che un film, credo sia quella di non farsi mai troppe aspettative, a maggior ragione se generate dai racconti altrui. Io ho iniziato questo viaggio con un'idea ben precisa di ciò che mi aspettavo da questa città, l'antica Costantinopoli: fascino e magia. Con un po' di delusione devo ammettere che non ho trovato ne l'uno ne l'altra.

Ciò non significa che Istanbul non mi sia piaciuta, forse però fossi stata solo qualche giorno e non avessi poi proseguito in giro per la Turchia, sarei tornata con un po' di insoddisfazione.



La città è grande, grandissima. Non ero in realtà mai stata in una città così vasta (più di 16.000.000 di abitanti). Il colpo d'occhio è sorprendente già dall'aereo, a maggior ragione se, come nel nostro caso, arrivi di sera e cominci a vedere una distesa di lucine, isole e ponti che sembrano non terminare mai.

Gli aereoporti (abbiamo avuto modo di utilizzarli entrambi) sono fuori città, o meglio lontani dalla zona in cui tutti i turisti alloggiano, sarebbe errato parlare di centro città per una metropoli come Istanbul. Già nel percorso fino all'albergo (erano circa le 23.30) ci si rende conto di quanto i turchi amino stare all'aperto, non c'è infatti piccolo spiazzo verde dove non siano seduti con una coperta o foglio di giornale, anche solo per sgranocchiare qualche pistacchio. Altro dettaglio che salta inevitabilmente all'occhio è che la loro guida è decisamente sportiva e pericolosa.

Il nostro albergo era in Sultanahmet, la zona in cui tutti alloggiano, a due passi dalla Moschea Blu, dal Topkapi e da Hagia Sofia. Siamo arrivati in Turchia nel bel mezzo del Ramadan, dunque la sera dopo il tramonto i locali e ristoranti (o meglio lokante) si rimpeviano di tavolate di uomini che finalmente condividevano la cena.

La Turchia è uno stato laico, anche se la maggioparte della popolazione è musulmana. Ciò nonostante è il paese più moderato tra quelli islamici. Io e la mia amica giravamo tranquillamente in maglietta e pantaloncini (le temperature e l'umidità non permetteva altro abbigliamento) e non abbiamo mai avverito un senso di disagio (ovviamente eravamo anche in mezzo ad una marea di turiste vestite come noi) al contrario di quanto letto in alcuni resoconti.

La città è sempre viva e molto caotica, bisogna fare attenzione anche solo a camminare a bordo strada perchè non si fanno molti problemi a sfiorarti con l'auto. Altro aspetto però da sottolineare, come avevo letto in un blog che consiglio (Scoprire Istanbul) è quanto Istanbul sia sicura. Non abbiamo mai percepito quella spiacevole sensazione che in tutte le grandi città (anche italiane) ti spinge a tenere stretta la borsa per paura ti possano derubare. Non serve ricordare anche in questo caso che la mia esperienza è relativa alla piccola zona di Istanbul che ho frequentato.

Ciò che mi ha molto colpito di questo paese? L'estrema gentilezza e disponibilità. I turchi, per tutto il viaggio che ha toccato circa 8 città diverse da nord a sud, si sono sempre dimostrati pronti ad aiutarci; un'accoglienza a tratti quasi spiazzante che mi ha ricordato in parte quella del nostro sud Italia.  Scrivo ciò non perchè al nord non siamo accoglienti, ma siamo certamente più chiusi e riservati e certe gesti non fanno parte di noi. La Turchia negli ultimi anni si è resa protagonista di un vero e proprio boom turistico, ciò nonostante non ho mai riscontrato la volontà di voler approfittare del turista, abitudine ahimè molto frequente in Italia e nella mia Venezia (lo scrivo con immenso rammarico).
L'ultimo giorno a Bodrum, in attesa alla stazione dei bus di prendere la navetta per l'aeroporto, mi sono girata trovando con mio stupore il proprietario della pensione dove avevamo alloggiato, che con il figlioletto ci aveva raggiunto in scooter solo per portarmi il cappello che mi ero scordata in hotel. A Selcuk dei signori seduti ad un bar a cui avevamo chiesto indicazioni per l'hotel, hanno di propria iniziativa chiamato il gestore dello stesso per avvisarlo che non riuscivamo a trovare la via; più di una volta ci è successo che commessi dei negozi si offrissero di buttare nel loro negozio l'incarto del gelato che tenevamo in mano, perchè non ci eravamo ancora imbattuti in un cestino. La lista potrebbe proseguire ma credo di aver reso l'idea.

Una nota dolente, anche in questo caso riscontrata per tutto il viaggio è invece quella della conservazione dei loro tesori artistici. Si paga un po' per tutto, ogni sito (anche il più piccolo) ha il suo biglietto d'ingresso, peccato però che non ci sia personale di sorveglianza che, anche per colpa dei turisti spesso invicili, sarebbe necessario. Spero che dall'incremento del turismo, sempre crescente, si trovino le risorse da investire in restauri e conservazione di quello che è un grande patrimonio.

Tra le cose da fare sicuramente consiglio la gita sul Bosforo; è un modo per rendersi conto di quanto grande sia questa città e per guardare, anche solo da lontano parti di Istanbul che non visiterete mai. Molti sono i traghetti, che anche per pochi euro, portano i turisti in giro per una gita di circa 2 ore.

Credo 3/4 giorni siano sufficienti per visitare i monumenti più importanti, da tenere conto che solo la visita al quartiere dei Bazaar (dove si trovano Gran Bazar e Bazar delle spezie, e di cui ho già scritto qui) occupa, a stare stretti, almeno mezza giornata. Ne uscirete in certi casi quasi storditi.

Non mi dilungo oltre con ulteriori informazioni perchè Scoprire Istanbul raccoglie tutto ciò che può esservi utile ed è stato particolarmente prezioso per la scelta dei ristoranti.

Qualche scatto di questa città che merita di essere visitata almeno una volta nella vita!










 



















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6 commenti

  1. Bel resoconto di Istanbul! Per alcuni versi mi sono trovata perfettamente d'accordo come per il fatto che sono davvero tutti gentili e dispobibili, per altri un pò meno...per es a me è capitato di percepire quella sensazione di disagio una sera mentre mi sono trovata a passeggiare da sola per il centro mentre i miei amici erano a fare la fila per un ristorante..mi sono allontanata solo per pochi minuti e mi sono sentita molti occhi addosso sia di uomini che di donne locali che vedevano mal volentieri il fatto che non girassi accompagnata oltretutto avevo scelto di indossare solo gonne lunghe perchè sapevo di dover visitare parecchie moschee e allora per evitare frequenti cambi ho preferito vestirmi così.
    La gita sul bosforo non ho avuto il tempo di farla ma è al primo posto nella lista delle cose da fare la prossima volta che tornerò lì..
    Anche a me è capitato di visitarla in perido di Ramadan ed è stata una bella esperienza osservare come abbracciano gli usi della loro religione..ogni sera poi per le strade, era come se fosse capodanno, si respirava un bel clima di festa e di gioia che coinvolgeva moltissime persone. Non ho mai visto tanta gente riversarsi per le strade ogni sera!
    Forse l'unica cosa che non mi è piaciuta della Turchia sono i loro dolci che ho trovato troppo "stomacosi" altra piccola pecca i taxisti..alcuni davvero gentili e onesti con le tariffe, altri se ne sono proprio approfittati..una cosa però li accomunava: la guida spericolata, non c'era un taxi che non avesse almeno una bozza!

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    1. Ti rispondo partendo dai dolci: concordo pienamente, a me non sono piaciuti. Ho assaggiato una volta mezza baklava (troppo troppo dolce) per il resto le ho sempre lasciate ai miei amici. Preferivo i biscotti secchi. Altri dolci con la crema non li ho provati perchè per sicurezza ed evitare problemi non abbiamo mai mangiato verdura non cotta, salse e creme in generale.

      Quanto al disagio vedi alle volte le percezioni possono essere diverse. Io e la mia amica abbiamo girato anche da sole mentre i ragazzi erano all'Hammam e non abbiamo mai notato occhiate particolari (perlomeno non diverse da quelle che i ragazzi possono fare anche in Italia). Abbiamo anche attraversato il quartiere che, secondo Scoprire Istanbul, era tra i più conservatori senza problemi.
      Io il primo giorno ho provato anche a mettere i pantaloni lunghi ma sono subito tornata in albergo a cambiarmi. Era impossibile in quei giorni, il problema non era tanto il caldo quanto l'umidità. L'abbiamo patita molto ( e vengo da Venezia ci sono bene o male abituata)uscivi la mattina e avevi da subito una spiacevole sensazione di appiccicaticcio che non ti abbandonava mai nemmeno a sera inoltrata. Siamo stati particolarmente sfortunati perchè l'ultimo giorno di vacanza quando siamo tornati a Istanbul da Bodrum, l'aria era decisamente diversa nonostante il caldo.

      Il taxi l'abbiamo preso l'ultimo giorno (in 5 su una berlina! più ovviamente il guidatore) e concordando prima il prezzo non abbiamo avuto sorprese, anche se in effetti all'andata il tassista voleva fare il furbo con la scusa del tassametro ma lo abbiamo convinto con poco.

      Il mio amico che avrebbe dovuto guidare per tutto il viaggio da Goreme a Bodrum ha inizialmente preso paura vedendo la guida ad Istanbul, menomale che il traffico usciti dalla città era decisamente più tranquillo;-)

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  2. Grazie per aver condiviso quest'esperienza, le foto sono davvero molto belle! :)

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  3. Bel resoconto e belle foto, magari un giorno ci andrò!
    Ma spiegami meglio come funziona l'ingresso nelle moschee per noi donne occidentali, dobbiamo coprire il capo o è facoltativo?

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    1. In realtà il capo è l'unica parte di corpo che non ti fanno coprire all'ingresso delle moschee (le donne musulmane, nella Turchia da noi visitata, indossavano perlopiù lo hijab, il foulard che copre collo e capelli e lunghi cappotti di cotone, simili ai trench ma senza cintura, lunghi fino a piedi. In rari casi abbiamo incontrato donne con il niqab l'equivalente del burqa afghano.

      Tornando a noi turiste, bisogna invece coprire le spalle e le ginocchia. Ad ogni modo all'entrata di ogni moschea ci sono degli addetti pronti a cingerti la vita con scialli e idem per le spalle. Anche perchè, come ho già avuto modo di scrivere tra il caldo e l'opprimente umidità, sarebbe stato difficile visitare la città se non in pantaloncini e magliette/canotte leggere:-)

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  4. Che belle foto! Io non sapevo cosa aspettarmi da Istanbul, e come avrai capito leggendo i miei post, ne sono rimasta totalmente affascinata...comunque sì, i dolci sono improponibili (a parte una specie di torta morbida da colazione, con mela e cannella: praticamente ho vissuto di quella tutta la settimana!)ma il Gran Bazar è divertentissimo! :)
    Mi sono letta anche il post sulla Cappadocia, e ne ho dedotto che sì, tornerò presto in Turchia per vedere quello che ancora mi manca!
    :)
    Alex V

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