VAGGI / SHANGHAI - secondo lucy

VAGGI / SHANGHAI

giovedì, ottobre 17, 2013



Difficile scrivere di una nazione grande quanto tutta l'Europa di cui si sono visitate solo quattro città. Ogni sensazione provata o idea su come vivono i cinesi, potrebbe essere sbagliata, o perlomeno riduttiva perchè ne ho visitata una piccolissima parte.



Sono però stata nelle due più grandi città della Cina, miraggio e paradigma credo per molti cinesi, ad eccezione delle minoranze etniche, che pian piano un paese che non si può ritenere libero, sta facendo scomparire.

9.000 KM DI DIFFERENZE
L'impatto con Shanghai è stato subito forte, un viaggio in metropolitana tra il caos più totale, file non rispettate, gomitate e occhiate costanti da parte di tutti i passeggeri. Il Lui in Cina ormai da quasi un mese, ha iniziato subito a mettermi in allerta riguardo ai comportamenti che per i cinesi erano normali e che probabilmente io avrei trovato stupefacenti.
La prima impressione non è stata delle migliori, e lo ammetto non ho trovato grosse smentite nel corso del viaggio.

Ciò che più stupisce è la rincorsa alla modernità di queste città, per me quasi futuristiche, che stride con i modi di vivere dei cinesi, usi e costumi che un occidentale non può non considerare incivili.
Lo so quanto scrivo potrebbe sembrare duro, vi assicuro che per tutta la durata del viaggio, ho continuato a sperare di trovarmi in qualche situazione che mi avrebbe fatto ricredere. In tutti i viaggi fatti, ammetto però mai così lontano, sono sempre riuscita a trovare aspetti positivi, per i cinesi questo è stato quantomai arduo.

Già sapevo che è loro usanza sputare per terra, fosse solo questo sarebbe già sopportabile; purtroppo non si limitano in niente quindi emettono suoni spesso imbarazzanti, si mettono tranquillamente le dita del naso, bevono  e riversano per strada tutto. Non rispettano una fila che sia una, anche in metropolitana (nonostante il servizio sia impeccabile e nel giro di massimo due minuti arriva il nuovo treno) era tutta una spinta, gomitata e un passarti davanti. Stessa situazione per le file alle biglietterie, dove spesso anche all'ultimo qualcuno ti passa davanti con i soldi già pronti.

UN PAESE E IL SUO POPOLO
Credo sia chiaro quindi, che mai come in questo caso viaggio,  la scoperta del paese visitato e delle sue città è sempre stato fortemente connesso e quasi subordinato alla scoperta del suo popolo. Il viaggio, non credevo, è stato intenso anche sul piano mentale, perchè le difficoltà di lingua, la cucina (molto differente da quella cinese italiana di cui già non sono una grande fan) e dei modi di vivere così diversi, giorno per giorno hanno pesato.

Anche chi ha a che fare con il pubblico, anche nei ristoranti non è solito sorridere o essere particolarmente cortese. Ammetto che le maggiori difficoltà le ho incontrate a Pechino. Non sapete però quanto desolante è stato notare spesso la mancanza di un senso di accoglienza a cui sono abituata.
Avrò modo però di scriverne nel post dedicato alla capitale.

SHANGHAI
Shangai, premetto, è la città che più mi è piaciuta e forse l'unica che un po' mi manca. Molto più che Pechino, è il simbolo dell'incontro tra occidente e oriente,  anche per questo già in Italia avevo letto su riviste o documentari, è la città dove noi occidentali ci troviamo meglio.
Caotica e frenetica, in continua evoluzione ma affascinante. Se Pechino con le sue pagode, templi e monumenti offre molto di più a noi turisti sul piano storico, Shanghai è decisamente più vivibile e di questo mi sono convinta maggiormente dopo aver visitato Pechino, ed essere nuovamente tornata a Shanghai per un giorno a fine vacanza. Se all'arrivo nella capitale avevo subito pensato non fossero poi così diverse, mi sono dovuta poi ricredere. Seppur con i soliti limiti e differenze Shanghai si è rivelata più facile e vicina a noi.

La frenesia, anche solo dei motorini elettrici che sfrecciano sui marciapiedi all'inizio rende un po' nervosi, ma Shanghai offre spaccati della vecchia Cina, di quella moderna e di quella futura. Una città da visitare almeno una volta nella vita, o forse anche di più, perchè nel giro di pochi anni la troverete sicuramente cambiata, soprattutto nello skyline.

Ecco il diario fotografico di Shangai.

CITTA' VECCHIA 


PER LE STRADE DI SHANGHAI



IL BUND - LA SPONDA LIBERTY (avvolta da nebbia e pioggia si nasconde)




PUDONG - LA NEW YORK ASIATICA
(le foto dalla torre della televisione ahimè non rendono molto, c'era pioggia e nebbia e l'obiettivo era tra l'altro di salire sul Cavatappi, oscurato però da una coltre di nebbia quella sera)



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