VIAGGI / SUZHOU

martedì, ottobre 29, 2013


La chiamano la Venezia dell'Asia, e il paragone lo ammetto mi è sembrato un po' azzardato (perchè non basta un canale...).
Questa città che dista un paio di ore di auto da Shanghai è ricca di storia, da qui passa il Grande Canale il fiume artificiale più lungo al mondo, una volta importante arteria che collegava per ben 1900 km la città di Hangzhou (vicino Shanghai) a Pechino (perchè ai cinesi piaceva già in passato fare le cose in grande e vincere record). La città è tra l'altro dal 1997 patrimonio dell'umanità UNESCO.

Oggi il Grande Canale è percorso solo da imbarcazioni turistiche, ma mantiene un fascino se si pensa alla sua lunghezza e importanza strategica. 




Mentre camminavo per Suzhou, mi sono sentita quasi dentro ad una puntata di Pechino Express (programma che amo molto). Una realtà molto più piccola rispetto a Shanghai e Pechino, anche se in Cina l'aggettivo piccolo è sempre relativo. Anche a Suzhou infatti, non lontano dalla città vecchia si intravedono grandi e moderni grattacieli, a dimostrazione che qui il progresso e lo sviluppo economico ha una unica direzione. Però ho avuto la sensazione di vedere una Cina diversa, più lenta e tranquilla nonostante il caos della festa nazionale. Oserei dire più umana.

Per quanto infatti la città sia una meta turistica, e ahimè anche nel giorno della nostra visita era presa letteralmente d'assalto, i nostri visi occidentali hanno riscosso un gran successo tra gli abitanti e i turisti cinesi. Così più d'una volta siamo stati fermati, nemmeno fossimo degli attori, per concedere delle foto. Cosa peraltro successa più volte anche a Pechino. I bambini ci guardavano stupiti come avessero visto il personaggio di un cartone animato. Anche trovare dove mangiare non è stato poi cosi facile, niente ristorantini caratteristici ma banchetti di streetfood, e quelle che a Venezia chiameremo osterie o forse bettole. Locali dall'aspetto quasi improvvisato e non molto pulito, dove non mi sono (magari sbagliando) fidata ad entrare. Nonostante in uno di quelli incontrati, una simpatica signora stava seduta fuori a preparare i famosi ravioli.

La visita alla pagoda, e al giardino dell'amministratore umile (che sono certa sia più godibile senza migliaia di turisti al suo interno) meritano la tappa in questa città, e ancor di più la breve gita sul canale. A Suzhou, nonostante le difficoltà di lingua, le persone incontrate si sono dimostrate, in certi casi, un po' più disponibili del solito. Dettaglio non trascurabile.

Ecco il diario fotografico:


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