CINEMA / IL CAPITALE UMANO

lunedì, gennaio 20, 2014


I trailer a volte ingannano. 
Spesso raccontano troppo, alle volte bruciano le battute migliori, in molti casi se ben costruiti invogliano a vedere dei film che poi si rivelano vere delusioni. 
A chi ha montato il trailer del nuovo film di Virzì, Il Capitale Umano, vanno certamente tirate le orecchie, perchè se fosse stato per quello io non sarei andata a vederlo. La sensazione (prima di scoprire il nome del regista) era quella del solito film all'italiana degli ultimi anni con super cast, luoghi comuni e caricature. 
Sensazione sbagliata, è il caso di dirlo, e Virzì non delude mai.

La provincia italiana, quella ricca del nord Italia in questo film non fa solo da sfondo ma è una vera e propria protagonista, insieme ai suoi abitanti frustrati, insofferenti, ambiziosi e insoddisfatti. 
Un giallo, l'investimento nella notte di un ciclista da parte di un suv, scuote le famiglie bene della città ed è solo un pretesto per raccontarne i turbamenti e i drammi.   

C'è un equilibrio nella regia di Virzì per cui Gifuni nell'interpretare l'imprenditore affermato e ricco, non scade mai nella macchietta, non enfatizza e non rappresenta il clichè che forse ci si sarebbe (maliziosamente) aspettati. Così sono in realtà tutti i personaggi, sfaccettati, criticabili nelle loro scelte ma mai condannabili. 
Il film intrattiene come un thriller ben costruito, e coinvolge come la più attuale delle commedie umane. Lo sviluppo, già visto, del racconto per punti di vista è efficace e da ritmo. 

Virzì sa essere delicato e appassionante senza ricorrere a frasi d'effetto e musiche malinconiche, senza stizzare l'occhio. Arriva dritto al punto, e lo fa sempre con intelligenza e verità.


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