DIARIO / LA BELLEZZA è INTORNO A NOI

martedì, maggio 06, 2014


lo skyline di Venezia dal campanile dalla Basilica di San Giorgio Maggiore, 3 maggio 2014

Titolo pretenzioso lo so, e per giunta un po' ammiccante dal momento che ultimamente di bellezza se ne è parlato molto. Però questo titolo mi è venuto spontaneo, perchè in fin dei conti di questo si tratta:  la bellezza che ci circonda e io ultimamente ne sto cogliendo molta, a tratti inaspettatamente.

Forte Carpenedo, Mestre, 1 maggio 2014

Ogni giorno di vacanza concesso negli ultimi tempi da un calendario particolarmente generoso, è stata un'occasione per scoprire meglio la mia città, rimanendone sorpresa e affascinata;  constatando ancora una volta che alle volte basta solo aprire gli occhi.
Quante volte ho sentito pronunciare la frase 'qui non c'è niente da fare' e mi sono sempre chiesta ma cosa si intenderà mai per 'qualcosa da fare'?

Scarpe Rotte Festival, 1 maggio Forte Marghera, Mestre
Nelle ultime settimane ho scoperto una parte di Venezia che non conoscevo, a partire dalla visita gratuita all'Arsenale il venticinque aprile passando per la splendida Chiesa di San Francesco della Vigna e la Basilica di San Pietro di Castello, e se fino a qui pensate io giochi facile con Venezia, magari vi stupirò scrivendo che il primo maggio sono rimasta a bocca aperta scoprendo che a Mestre c'è un gran bel bosco che per ventisette anni avevo ignorato, mi sono poi divertita allo Scarpe Rotte Festival tra musica e teatro tutto organizzato al Forte Marghera (a dispetto del nome in centro a Mestre) a pochi passi da casa; sabato ho invece partecipato a #invasionidigitali (progetto di cui scriverò presto) visitando un luogo speciale, la Fondazione Giorgio Cini, proprio di fronte a Piazza San Marco e domenica mattina ho partecipato ad una corsa (la prima della mia vita) in uno dei più grandi parchi al mondo: Parco San Giuliano.


il Chiostro della Chiesa di San Francesco della Vigna, Venezia, 25 aprile 2014
Arsenale, Venezia, 25 aprile 2014

Tutto, tanto, bello e intorno a me: è bastato prendere alle volte una bicicletta, altre un bus, altre ancora fare solo qualche passo per vivere la mia città e avere ancora una volta la dimostrazione che spesso aprire gli occhi è quel 'qualcosa da fare'.

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