CINEMA / THE IMITATION GAME - secondo lucy

CINEMA / THE IMITATION GAME

lunedì, gennaio 26, 2015




"Le persone non dicono mai quello che vogliono dire, dicono altro. Eppure si aspettano che tu li capisca, ma io non li capisco. Non è la stessa cosa"



Cosa avrebbe potuto dare Turing ancora al mondo, e alla scienza se non fosse scomparso così premutaramente? Sono uscita dal cinema con questo pensiero e il seguente è stato un brivido, nel pensare che i fatti raccontati del film sono in fin dei conti risalenti allo stesso secolo che mi ha visto nascere.


The Imitation Game, è il racconto di un pezzo di storia (tenuto come segreto di stato fino a non molti anni fa) ed è la storia di un uomo. Un genio era Turing, capace di programmare una macchina per decifrare i messaggi criptati di un'altra, capace di creare il primo computer al mondo. Una persona speciale verrebbe da dire, se non fosse che alla volte anche questo termine spaventa, perchè significa diverso e quindi non normale.  
E che cos'è la normalità? Negli anni '40 di certo non era normale amare una persona dello stesso sesso: era immorale, era un reato, era qualcosa da cui guarire, qualcosa da cui nascondersi, qualcosa per cui morire. Anche se eri un genio, capace di salvare il tuo paese da una guerra.

Il racconto storico e bellico, la rincorsa contro il tempo per decifrare Enigma, la macchina usata dai nazisti per comunicare le mosse militari da compiere; si snoda con ritmo e delicatezza insieme al racconto personale di Turing (con dolorosi flashback dei primi amori adolescienziali soffocati) e quello di Joan giovane e intelligente donna che dovrebbe (secondo la società) cercare marito piuttosto che lavorare con matematici e logici.

Tutti sono obbligati a nascondere le loro inclinazioni, tutti devono simulare quello che sono e fanno.




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