DIARIO / IN SILENZIO

lunedì, novembre 16, 2015

i Love di Doodle

Sono Enrica. Ma potevo essere Valeria. 

Ho pensato a lungo se scrivere o no questo post. Non ho mai fatto qualcosa del genere. Resto sempre in silenzio davanti ad eventi come quello di venerdì. Resto in silenzio perchè non trovo le parole, resto in silenzio perchè mi sento inadeguata. Resto in silenzio perchè leggo e vedo immagini che non condivido. Resto in silenzio perchè penso che alle volte sia meglio così. Perchè non bisogna sempre e comunque dire qualcosa.
Eppure questo weekend qualcosa è successo, è successo in una città con cui ho più di un legame passato e futuro. E' successo ad una ragazza che aveva la mia età, ed era nata a pochi chilometri da dove sono nata io. Questo weekend è successo qualcosa che mi ha fatto dire con più consapevolezza potevo essere io.

Perchè sono nata in Italia, nel ricco nord-est e da sempre convivo con la consapevolezza di essere stata fortunata. Non mi sono meritata le possibilità che ho avuto perchè nata qui. Il mondo è di tutti, il cielo è lo stesso per tutti. Eppure sono nata e cresciuta senza la paura che probabilmente provano i miei coetanei nati in Palestina, Kenya o Syria. Siamo tutti uguali ma io non posso capirli perchè sono cresciuta in un altro mondo. Sono cresciuta nello stesso mondo di Valeria. Sono cresciuta con le possibilità di studiare, di formarmi, di viaggiare e aprirmi al mondo. Sono nata con la possibilità di pensare che un domani avrei potuto trasfermirmi all'estero e vivere in un'altra città. Magari Parigi.
Sono cresciuta con l'idea che quasi nulla mi fosse precluso, bastava scegliere. Non potevo essere una ragazza morta in Kenya, anche se la sua vita non vale meno della mia. Potevo però essere Valeria che ha 28 anni, esce di casa in un venerdì sera qualsiasi e non ci torna.

Ci sono tre luoghi che porto nel cuore: Venezia dove sono nata, Leuca dove ho mille ricordi e Parigi la città dove ho, e abbiamo, immaginato un futuro non troppo lontano. Se avessi conosciuto Valeria le avrei detto che fortunata che sei a vivere lì. Magari chissà Valeria l'ho incrociata senza saperlo in qualche calle della nostra città, o in una rue della città dove lei viveva da anni e dove io vado appena posso. 
Se avessi conosciuto Valeria mi sarei fatta raccontare dei motivi che l'avevano spinta a Parigi, dei suoi studi e delle sua attività. Mi sarei informata su qualcosa che non conosco come ho fatto in questi giorni. 
Perchè credo che il silenzio sia fatto anche per pensare, riflettere e informarsi.

Questa volta al silenzio, ho fatto seguire queste righe e il pensiero che aperta al mondo continuerò ad esserlo sempre, come il cielo continuerà ad essere uguale per tutti. 

A Valeria.

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