LIFESTYLE / MILANO VAL BENE UN RITARDO DI 2 ORE

martedì, aprile 05, 2016

credit to Lens & Anything Else  (dove trovate altre splendide foto di Milano)
Amo quei film dove la città è tra i protagonisti. Non uno sfondo, un contorno o un dettaglio ma protagonista al pari di tutti gli altri ruoli. Perchè le città parlano, si raccontano, evolvono (alle volte involvono) si trascinano stereotipi, generano aspettative e vivono di luoghi comuni. Ti soprendono e vanno vissute. Ti fanno cambiare idea a seconda dei momenti della tua vita. Ti regalano ricordi e diventano tue.




Questione di pelle si dice, vero? Con le persone alle volte succede così. Sembrano fatte su misura per noi, ci si trova subito a parlare di interessi comuni e passioni. Le città non sono da meno, più viaggio e più mi rendo conto che certe città fanno per me e altre meno. Scopro e visito tutto con lo stesso entusiasmo ma solo certi luoghi mi rapiscono, quelli che sento più miei e che fanno scattare quel ritornello nella mente qui ci vivrei.

Milano rappresenta tutto questo. Fino a pochi anni fa non godeva del mio interesse, anno per anno invece abbiamo trovato un punto d'incontro per poi arrivare ad un lento innamoramento. Perchè sì, Milano ora fa per me. Ci capiamo e ci troviamo, c'è un terreno comune e ogni volta, anche se per poche ore,questo terreno diventa sempre più fertile.

A Milano vado per questione di cuore (i miei migliori amici vivono lì) e perchè è sempre un'occasione per scoprire nuovi tesori e ovviamente locali.
Ecco cosa ho provato in questo weekend di inizio aprile.


Bomaki

L’obiettivo era di provare il nippo-brasiliano più famoso d’Italia alias Temakinho (mia storica lacuna foodie tra i ristoranti milanesi) a quanto pare però prenotazioni per 8 persone non sono contemplate nel regno brasiliano del Sushi (almeno per i comuni mortali come me).
L'alternativa (ingiusto definirlo ripiego) è stato Bomaki altra catena che propone il binomia tra cucina giapponese e brasiliana.




Carta da parati tropicale, bancone dei cocktail e una vaga ispirazione carioca rendono l'ambiente piacevole e informale. Il Sashimi Exotic testato con frutto della passione e crema la mango mi è già entrato nel cuore, meno memorabili roll e uramaki. Sicuramente lo preferisco ai classici e ormai quasi vintage Sushi. Consigliato.



Capra e Cavoli

La domenica a Milano si provano nuovi brunch e in questo inizio di primavera è toccato al brunch di Capra e Cavoli in zona Isola. Questo ristorante contrariamente a quello che si può pensare non è totalmente vegetariano e vegano, ma nell' innovazione e magia dei suoi piatti le verdure sono indiscusse protagoniste.



Il brunch della domenica (da prenotare con largo anticipo) propone invece a 25,oo euro un ricco buffet di piatti caldi serviti in un ambiente dal tocco romantico e shabby, tra lanterne, lucine e citazioni sognanti alle pareti. Le verdure (di stagione ovviamente) sono proposte in tante versioni, pasta e riso e ancora creme e vellutate completano il menu.


Il coup de Theatre è però il ricco angolo dei dolci, e per tutto il brunch mentre si fa la spola tra il proprio tavolo e le zuppiere si cerca di contenersi, pensando già a quante torte ci sono da provare.
Tanto ben di Dio lascia convinti a metà. I dolci vegan sono infatti molto invitanti ma ahimè non così gustosi, forse l'impasto dovrebbe avere più abbondanza di frutta per bilanciare l'assenza di alcuni ingredienti non veg che rendono soffici le torte. Buonissimo lo yogut e la torta di more e noci. Da provare anche a cena!






Villa Necchi Campiglio

La visita a questa famosa villa, patrimonio del Fai, è stato un appuntamento rimandato per tanto tempo. Avevo infatti già tentato la visita due volte senza successo e questa volta sono riuscita nell'impresa di visitarla. Solitamente è consigliata la prenotazione, perchè le visite sono a numero chiuso e guidate (basta chiamare per prenotare). Domenica 3 aprile in concomitanza con l'esposiione Agrumi, ospitata nei giardini, si poteva visitare liberamente con delle spiegazioni stanza per stanza di giovani volontari Fai.

Vale la pena ancora prima di entrare, di fare un giro per tutta la zona ad ammirare ville e parchi bellissimi  tra cui quello di Villa Invernizzi con i famosi fenicotteri.


La villa su due piani è una piacevole scoperta soprattutto se si pensa agli anni in cui è stata progettata da Portaluppi. Quella che si definisce, alle volte impropriamente, avanguardia qui è magistralmente espressa (peccato per gli interventi del secondo architetto Buzzi che hanno stravolto le scelte iniziali).

Percorrendone i corridoi, ammirando i vestiti dell'epoca, gli accessori da toletta nel bagno o la stanza del fumo annessa alla sala da pranzo (con vista sulla piscina la prima riscaldata della città) sembra quasi di rivivere l'eleganza della Milano degli anni'50.

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