FOODIE GUIDE / QUANDO IN VANCANZA LA RICERCA DEL RISTORANTE DIVENTA UN INCUBO - secondo lucy

FOODIE GUIDE / QUANDO IN VANCANZA LA RICERCA DEL RISTORANTE DIVENTA UN INCUBO

mercoledì, giugno 01, 2016

The Rooftop Lounge at Pod 39 (dalla mia Foodie Guide di New York)

Per i più sono una maniaca dell'organizzazione (vallo tu a spiegare che io mi diverto) ma la verità è che se guardo a tutti i miei viaggi, io le esperienze culinarie migliori le ho vissute grazie a locali trovati, segnati (e spesso prenotati) prima della partenza.

Ho mangiato orate appena pescate tra le stradine dell'Alfama a Lisbona per 10 euro, cenato peruviano a Londra, pranzato con zuppa di pesce nella stanza di un appartamento tra i vicoli di Galata ad Istanbul, bevuto Margarita e sgranocchiato tacos in un rooftop frequentato solo dai newyorchesi, e gustato una delle migliori cene degli ultimi anni ad Amsterdam.
E no, non è accaduto per caso.

Sarà successo a tutti: è l'ora di pranzo siete in vacanza e ad ogni angolo della città che state visitando c'è un bistrot o un ristorante. L'ultima delle vostre preoccupazioni è stata quella di prenotare o decidere già il locale dove riposare le stanche membra che hanno scarpinato per chilometri (magari sotto il sole).
Il pensiero è sempre lo stesso: tanto qui un posto dove mangiare lo troviamo. 

Claus - La Table du Petit-Déjeuner ( nella mia prossima Foodie Guide di Parigi)


LA RICERCA

Così inizia la ricerca e inizia anche quella spontanea selezione che di solito risponde alla pretesa di evitiamo i posti da turisti. Che poi turisti in effetti lo siamo, ma non ci piacciono le tovaglie a quadretti, i menu a prezzo fisso sponsorizzati sulle lavagne all'entrata e, last but not least, le foto dei piatti (io per anni ho saltato a piè pari i locali con le foto delle portate).
Facendo un rapido calcolo abbiamo già depennato una decina, se non più, dei locali incrociati.

IL RIFIUTO

Dopo aver quindi snobbato le troppo turistiche alternative, arriva il momento di tirare fuori l'iPhone collegarsi a Tripadvisor, attivare la geolicalizzazione per vedere cosa c'è di buono intorno a noi. E sottolineo buono, perchè ovviamente valutiamo solo un ranking alto nonostante i crampi allo stomaco e la visione di ciambelle rosa fluttuanti nell'aria. Ed eccolo lì il posto scelto dista solo 10 minuti da dove siamo noi, e pazienza che è già un'ora che camminiamo e scartiamo ristoranti, per quello vale la pena scarpinare un altro po'. Mangeremo bene, non da turisti, e magari ci scappa anche un'instagrammata.

Arrivati di fronte, dopo aver sbagliato strada perchè ovviamente è un locale da insider nascosto in un vicolo, la cruda realtà: sono pieni e a breve chiude la cucina. Non resta che il kebab di fronte (e no, non è la versione gourmand dello streetfood turco più famoso). 

Uno dei migliori brunch gustati in Italia è quello di  pʌɪ Bikery a Torino


REALTà VS IMMAGINAZIONE

Vorremmo tutti tornare da un viaggio e suggerire ad amici in partenza ristoranti trovati per caso. Locali scovati mentre camminavamo in una stradina e ad un certo punto incuriositi abbiamo scoperto, attratti da un profumo che inebriava la strada. Posti in cui abbiamo mangiato bene e tipico, speso poco e magari stretto amicizia con l'oste che ci ha deliziato con racconti di cucina e prodotti km 0.
La realtà è che quasi sempre ( e badate ben al quasi) per caso non si trova nulla, e anzi la nostra scelta è dettata da fame e disperazione e quello stato di semicoscienza in cui vale più o meno l'antica regola del fritto: tutto va bene quando si ha fame.

cena nella campagna parmigiana...per due che non mangiano carne.

La soluzione? Scovare con qualche semplice trucco i locali più interessanti per ogni viaggio e città che state per visitare. Come fare ve lo racconto nel prossimo post.

E la regola è sempre la stessa: lasciare spazio anche all'improvvisazione, come quella volta che sono finita nella cucina di una ristorante a Creta a mangiare polpette direttamente dalla pentola... ma questa è un'altra storia.

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