LIFESTYLE / QUANDO CARINO è ABBASTANZA PER COMPRARLO MA NON PER INDOSSARLO

martedì, giugno 14, 2016


Succede a tutti, entrate anche solo per caso da Zara e vedete una maglietta carina a 19,90 euro e pensate subito: quasi quasi la compro. In pochi, spesso non ragionevoli, secondi la doppia sequenza di quasi lascia spazio solo al 'la compro'.

Il fenomeno peggiora ancora più durante i saldi, quando i prezzi sono ancora più piccoli, e si compra quasi fosse vicina la fine del mondo.
Negli ultimi anni ero già corsa ai ripari per l'emergenza acquisti compulisvi da saldi, con il cambio armadio mi sono però resa conto che c'era ancora molto da lavorare sul fronte shopping. 
L'ANALISI: COMPRO TANTO, E SPESSO, PIù PER IL GUSTO DI COMPRARE
La verità è che faccio costantemente acquisti. Non c'è mese che io non compri qualcosa, dalle scarpe ai vestiti agli accessori. Compro e spesso sono cose di cui potrei fare a meno, e che sono dettate dal momento, i famosi acquisti emozionali. Me ne rendo conto proprio in occasione del cambio degli armadi, quando realizzo di aver indossato quel capo veramente poco per giustificarne l'acquisto. Tutto ciò lo so ha un nome ben preciso: fast fashion. 

Il risvolto comico è che puoi avere l'armadio stracolmo di vestiti ma ogni stagione ci sono dei pezzi che indossi quasi ogni giorni (basic nel mio caso) e altri che mandi a lavare solo causa polvere

LA CERNITA: SEPARARSI DA QUELLO CHE NON SI METTERà PIù

Così il primo passo che ho compiuto a fine maggio mettendo nelle scatole maglioni e vestiti e tirando fuori bluse, top è stato fare una cernita radicale. Via tutto quello che era per me carino. Perchè per me carino significa solo una cosa: lo guarderò nel cassetto e non sceglierò mai di indossarlo. Carino è qualcosa che ho comprato perchè costava poco o qualcosa che ho molto usato quando ho acquistato e che negli anni ha ceduto il passo a qualcosa di più nuovo.
Risultato? Ho riempito tre borse di cose carine che sono certa non avrei mai più rimesso. 

(n.b. avrei dovuto fare lo stesso anche con le scarpe ma quello è un tasto più dolente e la perfezione si sa non è di questo mondo).

Ho guardato quindi la cabina armadio e osservato tutto il mio guardaroba estivo drasticamente ridotto. Una consapevolezza c'era: nonostante tutto non avrei corso il rischio di trovarmi nuda, piuttosto correvo il rischio di ripopolare molto velocemente con altri acquisti cassetti e grucce. Allora ho deciso di pensare a cosa realmente volevo e poteva tornarmi utile e puntare ad un solo acquisto più consapevole (il che non vuole dire ragionevole s'intende). 
(n.d.r. no non è la mia cabina armadio)
LA DECISIONE: SCEGLIERE UN SOLO ACQUISTO
Ho deciso che l'oggetto del desiderio, e che mancava, era una borsa di un colore chiaro, non troppo grande da sfruttare un po' tutto l'anno ma soprattutto nella bella stagione. La scelta è ricaduta sulla Mini Mini Bucket Bag di Mansur Gavriel.

IL RISULTATO: SMETTERE DI FARE ACQUISTI EMOZIONALI

Stop quindi allo shopping. E quando lo decidi è anche semplice, perchè non ti trovi più nella situazione del quasi quasi lo compro. Sai che non puoi ed è anche una piccola scommessa con te stessa per dimostrare che non può veramente fare la differenza l'acquisto di una maglietta. La vecchia Enrica avrebbe la settimana scorsa al volo comprato della canottiere in caldo cotone da Muji, preso ii sandali con Pompon visti domenica alla piccola cifra di 59,00 euro e gli shorts da Zara a 19,90 perchè gli shorts si sa, fanno sempre comodo.

Non l'ho fatto ed è stato curioso pensare che già poche ore dopo averle viste le canottiere di Muji non le avrei più comprate.

Che sia l'inizio di una nuova era? Penso sia troppo presto per dirlo, e che in generale non si debba essere troppo schiavi di schemi e programmi. Se però qualche esercizio come questo può farci riflettere e rendere più consapevoli meglio sfruttarlo.

Intanto che rifletto mi godo la mia Mansur.

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