MODA / LO STILE SI PAGA: GLI AVVOCATI ALLE PROVE CON UN GUARDAROBA TROPPO CARO

giovedì, giugno 30, 2016


Chi non ricorda l’eleganza dell’avvocato Gianni Agnelli? Le sue camicie impeccabili e i suoi abiti sartoriali lo hanno reso una vera e propria icona di stile ancora oggi fonte di ispirazione per molti legali.
Del resto, si sa, l’abito fa il monaco e per molti avvocati il decoro rappresenta una marcia in più per risultare convincenti e autorevoli durante lo svolgimento della professione.

Non importa in quale ramo si sia specializzati, se nel campo del diritto amministrativo, in quello penale o nel campo della traduzione legalizzata, dove il professionismo si esplica anche nelle proprie abilità linguistiche: ciò che conta è che il proprio look di fronte a giudice e clienti sia sempre impeccabile.

Ma dietro a cabine armadio di classe, completi doppiopetto realizzati su misura, scarpe in vera pelle di fattura inglese e colletti inamidati si cela un problema non di poco conto per le finanze degli avvocati. Una questione di portafogli dunque, che sembra non lasciare tranquilli gli avvocati che chiedono a gran voce la deducibilità fiscale dei loro acquisti.

Foto da www.l-avvocato.com


Il tema è molto spinoso e la legge controversa, tuttavia anche per chi il codice civile lo mastica a colazione, non sembra esserci alternativa: abiti, scarpe e accessori devono essere pagati di tasca propria.

La richiesta nasce dal principio legale secondo cui sono deducibili fiscalmente tutte quelle spese che sono direttamente connesse all’attività svolta, ma che dire di quel tailleur firmato usato anche in occasione del matrimonio degli amici o di quello spezzato indossato per la cena coi parenti? L’occasione d’uso di questi capi d’abbigliamento non sembra dunque essere solo ed unicamente lavorativa.

Convincere l’Agenzia delle Entrate a rendere il decoro professionale una spesa deducibile, almeno in modo parziale, è un obiettivo ancora molto lontano da raggiungere, soprattutto dal momento che non esiste alcun codice deontologico in merito alle regole di abbigliamento.

Agli avvocati non resta dunque che accontentarsi della possibilità di scaricare dalle proprie spese l’acquisto della toga, notoriamente difficile da utilizzare per una gita in bicicletta o una serata al pub, e cercare di non cadere nella rete dello shopping sfrenato.

Articolo realizzato in collaborazione con Faci

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