VIAGGI / NAPOLI

giovedì, novembre 03, 2016

La fermata della Metro Toledo - una delle più belle di Europa
Stai attenta. Un solo ed unico suggerimento che si può declinare in mille differenti raccomandazioni: dall’evitare di indossare orologi lussuosi, al divieto di girare per le strade del centro con la borsa a spalla o a favore di scippatori in motorino. Così ho affrontato il viaggio a Napoli, come se già da sola non avessi mille pregiudizi e timori che nel tempo mi avevano forse indotta a procrastinare la visita di una delle città più belle e ricche di storia del mio Paese. 



Ho trent’anni anni e ho avuto la fortuna di scoprire e visitare le più importanti capitali europee, sono stata in Cina e in America e ho perso quasi il conto delle volte in cui ho camminato tra le strade di Parigi. Ho visto Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Lecce, Matera e alcuni dei più suggestivi borghi italiani (anche se c’è ancora un’Italia infinita di cui godere) eppure non ero mai stata a Napoli. 
Ho sempre affermato con certezza di volerla visitare, e come non si può del resto non voler vedere di persona una città che viene spesso introdotta dalla citazione Vedi Napoli e puoi muori. Un viaggio è però spesso una vacanza, un momento di pura scoperta e insieme di totale distacco dal quotidiano e scegliamo le nostre mete pensando che non vorremmo che niente o nessuno ci possa rovinare le nostre giornate vacanziere. Così, evidentemente suggestionata da mille stereotipi, ho atteso molti anni per comprare alla fine un po’ per caso un volo per Napoli.

Non si può tornare indietro e cancellare il passato, posso però scrivere quanto io abbia sbagliato ad attendere così tanto questo viaggio e quanto questa città meriti di essere scoperta nella più totale tranquillità. Napoli mi ha stupito e in certi casi fatto rabbia. Una città la cui storia e bellezza è immensa e quattro giorni non sono assolutamente sufficienti per coglierne la vera essenza. Quartieri ed edifici raccontano un passato glorioso di cui andare fieri e anche per questo talvolta dispiace cogliere lo stato di abbandono di piccoli e grandi tesori artistici, che non hanno nulla da invidiare alle più grandi città europee.
Palazzi nel centro storico di Napoli

A Napoli ho trovato forti contrasti, inutile nascondere i ritardi costanti di treni e metropolitane, rifiuti abbandonati a molti angoli (anche nei rioni più borghesi) e tassisti che più d'una volta hanno cercato di contrattare suggerendo itinerari non richiesti. Era quello che mi aspettavo ma sarebbe riduttivo e ingiusto limitarsi a descrivere così l’umanità di questa città che si concede solo superficialmente a noi turisti, forse come autodifesa di chi è consapevole che arriviamo in città con una bagaglio di stereotipi che con difficoltà abbandoniamo.
Ci è concesso di osservare Napoli ma i napoletani a me sono parsi impenetrabili forse perché solo chi vive a Napoli e a Napoli ci è cresciuto può capire. Io in punta di piedi scrivo di una città dove ho tranquillamente camminato per vicoli e strade senza nessun timore, dove mi sono stupita scoprendo che ad ogni piazza ne seguiva una di ancora più bella e dove ho ammirato quel golfo scenografico su sui maestoso regna il Vesuvio. Dove ho atteso due ore per gustare una pizza che non ha paragoni e dove ho colto una vivacità culturale che poche altre città in Italia possono vantare.

Io ho lasciato Napoli senza forse averla capita fino in fondo, ma con la speranza di tornarci e con la voglia di suggerire a chiunque non ci sia mai stato prima di farlo al più presto. 

Il cimitero delle Fontanelle e un cortile del Rione Sanità
La mia mini vacanza è durata circa tre giorni e mezzo; complice però una gita fuoriporta al Ristorante Sud (di cui scriverò nella Foodie Guide) e di un giorno a Pompei (di cui scriverò presto), il mio itinerario non è da prendere come esempio se cercate una guida su cosa fare in quattro giorni a Napoli.  Ecco invece cosa non perdere.

Presepi a San Gregorio Armeni
Rione Sanità

IL CRISTO VELATO E IL CENTRO STORICO
Ovviamente impossibile non visitare il Duomo, Via dei Tribunali, Via San Gregori Armeno o il Cristo Velato del resto è tutto lì. Tra i suggerimenti da non perdere la Chiesa di Santa Chiara ricostruita dopo la devastazione dei bombardaementi.

Per vedere invece dal vivo lo stupefacente Cristo Velato c’è sempre un po’ di coda da fare dopo aver preso i biglietti (la biglietteria è all’angolo della strada e molto probabilmente capirete di dover acquistare i biglietti dopo esservi giàmessi in coda). I tempi di attesa sono molto più ottimistici di quello che sembra e se arrivate in prossimità dell’orario di chiusura e dopo la coda  non riuscite ad entrare vi stampano un timbro sul biglietto per farvi tornare.

UN GIRO DI SERA IN PIAZZA BELLINI
Dove vanno i giovani la sera a Napoli? Mi è parso di capire in Piazza Bellini o almeno quando ci sono stata c’era un’alta concentrazione e anche a noi è piaciuta molto l’atmosfera vivace. Diversi i locali dove fermarsi a bere qualcosa e un ottimo posto dove andare dopo cena per staccare dalla vita da turista.

NAPOLI DAL VOMERO
Complice una soleggiata giornata di fine ottobre abbiamo approfittato della vista sul golfo che si può godere dal Vomero, uno dei quartieri residenziali della città. Il parco di Villa Floriana e la Certosa di San Martino sono due ottimi punti panoramici da non perdere per godere di tutta la bellezza della città. Si può salire a piedi o con la funicolare.

IL MUSEO DI CAPODIMONTE

Da Caravaggio a Andy Warhol, il museo di Capodimonte è stata una sorpresa. Inutile negare la mia ignoranza nel credere (prima di visitarlo e leggerne sulla guida) fosse un museo dedicato a collezioni di porcellane di Capodimonte. In realtà ci sono anche quelle perché il palazzo conserva alcuni saloni ancora arredati, ma in due piani si racchiudono opere che rappresentano arte italiana dalle pale del 200 all’arte contemporanea. Lo stato di conservazione e l’organizzazione del Museo sono impeccabili e per questo lo suggerisco come tappa immancabile.

RIONE SANITà e IL CIMITERO DELLE FONTANELLE
Dicono che qui si possa osservare la Napoli più autentica. Io ho cercato di farlo con discrezione, perché non mi piace l’idea da reality di osservare come vive la gente nel quotidiano (al contrario non so se sarei felice). Eppure non nego che qui ho trovato più che in altri quartieri la Napoli che mi aspettavo, quella più suggestiva i cui palazzi fatiscenti raccontano storie. Non credo si possa lasciare Napoli senza essere passato per il Rione Sanità e aver visitato anche il Cimitero delle Fontanelle.

STAZIONE DELLE METRO DI TOLEDO
Per vedere il ‘cielo’ di lucine di una delle stazioni della metro più famose di Europa dovete fare il biglietto e quindi una corsa. Per farvi sorprendere dallo scenario vi consiglio di non prendere la Metro a Toledo ma sceglierla come stazione di arrivo.

UNA CAMMINATA A MARGELLINA
Napoli la si vive tra i vicoli ma si svela a noi dal suo lungomare, quando ad un tratto e all’improvviso prende forma. Ecco il magnifico golfo, il profilo di Caprim il maestoso Vesuvio e ecco che quell’incastrarsi di palazzi che dal basso verso l’alto arriva fino al Vomero e Capodimonte. Per un attimo ci è data l’illusione di aver megli capito le anime della città.

Vomero

Museo di Capodimonte

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