DIARIO / GRAZIE DYNAMO CAMP

lunedì, maggio 29, 2017

 
ll caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto "per caso", siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi.
(T.Terzani)


Sorrisi. Tanti sorrisi. Sorrisi sinceri. Sorrisi contagiosi. Sorrisi leggeri. Sorrisi che erano preludio di un lungo abbraccio.


Gli ho invidiati un bel po’ questi volontari di Dynamo Camp a cui mi sono impacciatamente unita in questi due giorni di Dynamo Challenge.


Gli ho invidiati perché erano belli da vedere, divertenti da ascoltare ed erano veri. Gli ho invidiati perché mi sono sentita un po’ piccola, inadeguata e non all’altezza. Sono capitata al Dynamo Camp per caso, o forse è accaduto mentre stavo anche io cambiando solo gli occhiali con cui guardavo questo mondo. Non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo a cosa andavo incontro ma avevo un’unica certezza (come ho confidato a chi mi ha coinvolto): non credevo di avere nessuna particolare dote che mi avrebbe reso utile. E quando ti senti così credi di poter fare danni e non portare benefici.

Ho iniziato a capire quanto mi sbagliassi quando ho indossato la maglietta rossa dei Dynamici e sono diventata, per quelle ore, parte di quel gruppo di volontari che durante tutto l’anno regalano tempo (e ferie) al Dynamo Camp. I volontari che aiutano a rendere uniche le vacanze che bambini e famiglie trascorrono qui, quelle in cui si abbatte ogni muro grazie alla Terapia Ricreativa e ci si rende conto che non ci si deve mai fermare davanti a quello che crediamo non sia possibile fare.

Ero lì di fronte al disegno di un bimbo di 6 anni e ho capito quando tutto quello a cui stavo prendendo parte era uno scambio di vita tra esseri umani dalle esperienze differenti. Non c’entrava nulla con il sentirsi utile. Quel disegno aveva una piccola scritta: ‘ho perso la testa perché non sapevo rinunciare a niente’. Avrei voluto parlarci con quel bimbo, forse avrei capito come era riuscito a scrivere quelle righe alla sua piccola età. Se avessi potuto farlo sono certa sarebbe stata una chiacchierata di sorrisi come tutti quelli che ho visto in questi giorni.

I sorrisi di Marta, Alyssa e Elisa che pitturavano i visti dei bimbi sotto un tendono da circo. Il sorriso di Maria che come me indossava un gilet giallo e indicava la strada per il parcheggio agli atleti. Il sorriso di Paolo che con il suo accento toscano faceva ridere tutta la tavolata. Il sorriso di Chiara che qui mi ci ha portato.

E quindi con un po’ di timore dico grazie Dynamo. Il timore di chi certe esperienze teme tornata alla vita quotidiana rimangano tali. Lo dico con una promessa fatta a me stessa e a quel bambino di 6 anni mai conosciuto. 
Lo scrivo a chi magari a dicembre dell'anno prossimo vorrà fare domanda per unirsi ai Dynamici e sostenere il Dynamo Camp. 




Leggi anche questi

0 commenti

Iscriviti