FOODIE GUIDE / MILANO - secondo lucy

FOODIE GUIDE / MILANO

lunedì, settembre 11, 2017

Pisacco

Una foodie guide di Milano non l'avevo ancora scritta, eppure negli ultimi anni sono passata più volte nel capoluogo lombardo per motivi affettivi e di lavoro. Con i ristoranti ci lavoro da ormai cinque anni e ogni weekend o toccata e fuga è stata un'occasione per provare locali che avevo inserito in una mia personale wish list.
Alcuni di questi, molti famosi, sono stati in certi casi delle delusioni, altri delle piacevoli conferme altri ancora hanno chiuso ben presto nonostante la buona impressione. 

Non vivo a Milano dunque i miei non sono consigli da insider, e questa foodie guide ha un approccio diverso da quello che potrebbe avere chi meneghino lo è di nascita o di adozione. I miei pranzi in città non sono con i minuti contati, di colazioni a Milano (eccezione fatta per Pavè ) non ne ho mai  fatte e anche alla voce aperitivi (proprio loro così celebri!) sono deboluccia.

Complice anche il lavoro e amici foodie come me, a Milano sono stata a pranzo o a cena in diversi posti: alcuni mi sono entrati nel cuore e li consiglio quando mi chiedono suggerimenti, altri sono quelli da cui metto in guardia perché sono belli che non ballano.

Eccoli tutti racchiuso nella foodie guide di Milano:

I MIEI LOCALI PREFERITI PER UN PRANZO A MILANO

Disclaimer doveroso: non vivo a Milano e quelli di seguito segnalati non sono locali che frequenterei in una pausa pranzo da lavoratrice perché obiettivamente fuori budget e credo anche tempo. Sono locali per il pranzo del sabato o della domenica, per un incontro di lavoro o per chi a Milano ci va da turista.

PISACCO
Via Solferino, 48 (Brera)



Pisacco è stato uno di quei classici locali a cui mi sono avvicinata con qualche titubanza. Perché a Milano essere super frequentati non è spesso sinonimo di qualità. Il nome di Berton tra i soci poteva essere una garanzia ma volevo toccare con mano. Il test è stato superato a pieni voti, e Pisacco rimane uno di quei ristoranti milanesi in cui tornerei volentieri se non fosse per il desiderio di provare sempre qualcosa di nuovo. Si propone come bistrot ma ha velleità da vero ristorante. Ammetto che il mio giudizio positivo nasce anche dalla scelta di andarci per il pranzo, i piatti ordinati (ricordo ancora la vellutata di zucca con colatura di alici) e il prezzo pagati sono stati quindi in linea con la qualità e il servizio. Ambiente inoltre curato e moderno. Probabilmente andrebbe sperimentato anche a cena quando si ordina qualche piatto in più e si beve un bicchiere di vino. Un posto che suggerisco se si è in zona Solferino.



DROGHERIA MILANESE
Via Conca del Naviglio, 7 (Navigli)




Sono una grande fan delle mezze porzioni. Non mangio grandi piattoni, sono sempre curiosa di provare qualcosa di nuovo e quando leggo un menu sono indecisa quasi dovessi scegliere il corso di laurea. Spesso rubo quindi dal piatto dei miei commensali, e davanti ad un locale che offre le mezze porzioni esulto (non a caso uno dei miei locali preferiti dalle mie parti è Il Magazzino delle Scope). Drogheria Milanese conquista già per il mood vintage degli arredi e la luminosità degli spazi (non così secondaria) e a me è piaciuto ancora di più per le mezze porzioni e una buona qualità di proposte. Super consigliato per pranzo anche per il prezzo non così esagerato se si pensa agli standard milanesi. 

FATTO BENE BURGER
Via Michelangelo Buonarroti, 8 

Inutile dire che il numero di catene di hamburger a Milano si spreca e ogni volta che cammino e ne scopro una nuova mi sorge spontanea la domanda: va ancora così di moda? Evidentemente si perché sono tutti spesso pieni, forse sbaglio solo io a considerarla ancora una moda alla stregua del sushi o forse rispetto a Milano sono ancora una ragazza di campagna. Ammetto che non sono una patita dell’hamburger per il semplice motivo che non mangio carne. Raramente ho trovato un hamburger di pesce che mi abbia soddisfatto, a dirla tutto quando l’avevo trovato hanno deciso di toglierlo dal menu (grazie Helmut Treviso). Gli hamburger veggie non sono così malvagi ma non sono la ragione per cui uscirei di casa per andarmene a mangiare uno di proposito. Lunga premessa per dire che Fatto Bene Burger mi è piaciuto assai, merito anche delle plurime opzioni di pesce e vegetariane e del fatto che l’hamburger (e le patatine) erano buone davvero! Non ne ho provati molti di hamburger milanesi (bocciato quello di Ham Holy) però questo è entrato di diritto tra quei posti dove tornerei e porterei gente.

FIORI, CHIARI PLATES
Via Fiori Chiari, 13 (Brera)

la foto non aiuta ma erano buone, e si sono poleptte perché al tempo mangiavo ancora la carne.

Una vecchia conoscenza questo locale un po’ shabby nel cuore di Brera. Fiori Chiari Plates è stato uno dei primi ristorantini dove sono stata a pranzo con amici quando ho iniziato a frequentare Milano. Ci sono stata poi a seguire un’altra volta e ne ho sempre apprezzato lo stile cozy che coccola soprattutto in una giornata di pioggia, e il menu non così sofisticato ma con molte proposte decisamente da comfort food. Se si è a spasso per Brera un posto da tenere in considerazione.

MANGIARE BENE SPENDENDO POCO A MILANO


RADICE TONDA 
Via Lazzaro Spallanzani, 16 (Città studi)

Un locale da pausa pranzo come ce ne sono tanti a Milano che però tra quelli provati mi ha convinto di più. Menu veggie che permette di poter comporre il proprio piatto con verdure, cereali e legumi in modalità quasi self-service. Porzioni abbondanti (ho lasciato a malincuore perfino un po’ di riso nel piatto) e prezzi contenuti. Perfetto se si è di fretta o si vuole mangiare sano senza spendere troppo. 



BURGER WAVE 
Corso di Porta Ticinese, 59 (Navigli)

La premessa sull’universo hamburger l’ho già largamente espletata parlando di Fatto Bene Burger. Non ne sono esperta, e Burger Wave è stata la scoperta del mese scorso in quanto uno dei posti preferiti del mio amico. L’hamburger vegetariano era di tutto rispetto e anche le patatine e salsine varie. Il prezzo decisamente low e il servizio veloce. L’atmosfera da chiosco in spiaggia aiuta a sentirsi un po’ in vacanza e a godersi un’oretta di relax.  


GIULIO, PANE E OJO
Via Lodovico Muratori (Porta Romana)

Ci sono dei posti che ti rimangono nel cuore alle volte più per il ricordo a loro legato che per il cibo. Giusta premessa non per dire che da Giulio, Pane e Ojo si mangia male ma per giustificare a distanza di tanti anni la sua presenza in questa foodie guide. Qui ci sono stata credo nel 2008 o 2009, il nostro volo di ritorno dal Portogallo era stato Porto - Milano così ci siamo ritrovati in una città semi deserta a fine agosto, a dover trovare di domenica un posto dove mangiare e non spendere troppo (eravamo studenti). La scelta sicura dei nostri amici trapiantati a Milano era stata proprio Giulio, Pane e Ojo poco distante da casa e soprattutto con un menu tutto compreso di 10 euro che prevedeva cucina romana. Già al tempo erano decisamente pochi 10 euro per Milano a pranzo (non so adesso se ci sia ancora questo menu). Ricordo un ottimo pranzo, porzioni abbondanti e un’atmosfera da osteria perfetta per concludere quel bel viaggio. Meritava di essere menzionato, forse anche perché è il primo posto dove ricordo di essere stata a Milano e perché a distanza di anni ne ho un ottimo ricordo.

A CENA A MILANO I RISTORANTI CHE PIù HO AMATO



BJORK SWEDISH BRASSERIE
Via Panfilo Castaldi, 20 (Porta Venezia)




Da Bjork Swedish Brasserie ho festeggiato il mio 29 compleanno nell’ormai lontano 2015. Credo avesse aperto da nemmeno un anno ed ero curiosa di sperimentare la cucina nordica (in questo caso svedese) in attesa un giorno di provare quella di René Redzepi (danese). Bjork è un piccolo locale bottega che vale la pena provare perché i gusti sono decisamente insoliti. Aringhe, salmone e aneto la fanno da padrone e amando io il genere ne sono rimasta soddisfatta. Il menu quindi potrà non sembrare così vario ma sono le differenti preparazioni a fare la differenza. Le porzioni non sono abbondanti e i prezzi in linea con Milano (quindi non low cost) ma Bjork non è uno di quei posti dove andare ogni settimana. Io se abitassi a Milano ci andrei quella volta a stagione a sperimentare il nuovo menu, magari con un’amica e scegliendo il tavolo al bancone. In ogni caso al tempo ne avevo apprezzato anche l’atmosfera raccolta e intima avendo il tavolo per sei un po’ appartato. Consigliato per chi vuole provare qualcosa di nuovo.

BOMAKI URAMAKERIA
Via Raffaello Sanzio, 24



C’è voluto tempo, impegno e tanta pazienza anni fa per iniziarmi al sushi. Ho cominciato dunque in ritardo rispetto alla media e non mi ha mai conquistato totalmente. Se mi proponete un sushi non dico di no, difficilmente però sarò io a suggerirlo. Non amo inoltre gli All you can eat perché non essendo una patita quando decido per una cena di sushi preferisco spendere di più e andare dove la qualità è medio alta (quindi ci vado raramente). Bomaki è stata una piacevole scoperta e ho capito di preferire il giapponese- brasiliano al puro giapponese. Mi aveva già convinto all’entrata per gli arredi ad alto tasso instagram: carta da parati tropicale (anche in bagno) bancone da cocktail e mood carioca. Sono capitolata con il Sashimi Exotic con frutto della passione e crema al mango. Non economico ma ne vale la pena ed è più facile prenotare un tavolo qui e chiacchierare tranquillamente rispetto a Temakinho.

ERBA BRUSCA
Alzaia Naviglio Pavese, 286



L’orto di Erba Brusca è forse uno dei più famosi di Milano, motivo per cui nonostante la scomodità per raggiungerlo (almeno per chi non è dotato di auto) è sempre pieno e bisogna prenotare con anticipo. Merita per me più nel weekend a pranzo quando si può godere di un tavolo all’aperto e del famoso orto. Io ci sono stata di sera a novembre e l’atmosfera è meno magica. Quello che però va valutato è il cibo e quello non delude anche se forse qualche euro in meno nel conto finale lascerebbe ancora più soddisfatti. Il menu dello chef Alice Delcourt varia con la stagionalità (come orto impone) ed è stato arduo decidere cosa provare perché molti accostamenti sono insoliti e quindi solleticano non poco la curiosità. Per un attimo ero tentata dal menu a sorpresa ma alla fine ho optato per le lenticchie con il polipo e per il pollo di Mancucco al forno con crema di carote al burro nocciolato, cavolo rosso sotto aceto, uvetta e mandorle (buonissimo! all’epoca mangiavo ancora carne). Consigliato ma preparatevi a pensare che qualche prezzo forse è leggermente eccessivo.  

MANTRA RAW VEGAN
Via Panfilo Castaldi, 21 (Porta Venezia)

 
Se questa sera fossi a Milano e dovessi scegliere un posto dove cenare la mia scelta cadrebbe probabilmente su Mantra Raw Vegan. Non nascondo quindi che la cena qui è stata una vera scoperta forse perché in fin dei conti qualche pregiudizio lo avevo. Credevo fosse un posticino per una cena leggera e senza troppe pretese per il palato. Dagli antipasti al dolce, passando per le lasagne di zucchine, la cena è stata una vera sorpresa per i gusti ben definiti nonostante la non cottura. Una volta uscita ho subito pensato che ci sarei tornata con piacere e a distanza di mesi la voglia è rimasta intatta.

LIEVITà
Via Pasquale Sottocorno, 17 (XXII marzo)


Non ho molta esperienza di pizzerie milanesi. Nonostante ne conosca molte, che nel tempo mi sono ripromessa di provare, si finisce sempre con l’andare al ristorante. Dopo tanti weekend milanesi qualche mese fa ho finalmente sdoganato la pizza a Milano e la scelta è caduta su Levità. Pizza napoletana dove i classici ingredienti mozzarella e pomodoro vengono proposti in tutte le varianti. Si ordina (tranne qualche eccezione) sempre una margherita ma la differenza la fanno il tipo di pomodoro (Pachino, Sammarzano o Corbarì) e la mozzarella (bufala, fiordilatte, provola). Pizza buona e digeribile, servizio cortese. Peccato che il sabato sera ci sia il pienone e si ha un tempo massimo di 90 minuti per il tavolo.

I RISTORANTI DOVE FARE BRUNCH A MILANO CHE PIù HO AMATO


FONDERIE MILANESI
Via Giovenale, 7 (Navigli)




Uno dei punti di forza di Fonderie Milanesi è la location. Ho un ottimo ricordo di una domenica di metà maggio soleggiata al punto giusto, e di un pranzo in compagnia gustato nel giardino nascosto di queste vecchie fonderie. Arredi vintage e un menu che prevede un buffet caldo freddo (con tantissime opzioni per chi come me non mangia carne) e in più a scelta un piatto tra pancakes, uova o hamburger. Incluse le bevande il prezzo è di 20,00 e merita al punto che la prenotazione è come sempre obbligatoria.

GLOBE
Palazzo COIN, Piazza Cinque Giornate, 1 ( Cinque giornate) 

scarsa qualità della foto ad indicare che di anni ne sono passati
Quello al Globe credo sia stato il mio primo brunch milanese e ne sono rimasta un po’ spiazzata. Data la foto vintage di cui sopra credo si trattasse forse del 2013 e fino a quel momento la parola brunch in terra veneziana era ancora aramaico. Io avevo fatto brunch solo a Parigi con croissant, marmellate fatte in casa e una Quiche Lorraine come piatto salato. Una volta arrivata al Globe, all’ultimo piano di Coin di Piazza Cinque Giornate, davanti a me un enorme buffet con varie proposte da sfiziosi fingers food, alle verdure di ogni tipo cotte e crude, pesce, carne e ancora dolci al cucchiaio e non. Il prezzo non è stato certo low cost (28 euro) ma la varietà e la qualità erano sicuramente superiori a altri brunch provati successivamente. Io preferisco ancora i brunch alla parigina però quello al Globe rimane a distanza di anni il migliore provato a Milano.

BHANGRABAR 
Corso Sempione, 1 (Sempione)

Capita di volere fare un brunch più da foodie e capita alle volte di preferire l’opzione mangia a volontà. BanghraBar è il posto ideale dove approfittare di un buffet ricco che comprende opzioni salate e dolci che soddisfano qualsiasi esigenza. Non si può pretendere una cucina gourmet ma la qualità è comunque buona e i prezzi quasi low cost se si pensa lo standard milanese (19 euro) comprese le bevande. Perfetto con gli amici.

CAFè GORILLE
Via Gaetano de Castillia, 20 (Isola)


Uno degli ultimi brunch provati in città lo scorso marzo. Un bistrot un po’ hipster nel cuore di Isola, che per il brunch propone dei piccoli menu (anche per vegetariani) che comprendono due portate e anche il dolce. In alternativa per chi non trova il menu che fa al caso suo, si può scegliere anche dalla carta. Buon rapporto qualità prezzo e proposte che variano spesso quindi ci si può ritornare a distanza di tempo. Da provare anche a pranzo.

 

I LOCALI DI MILANO CHE SONO STATI UN GRANDE FLOP


AL FRESCO 
Via Savona, 50 (Tortona)





Chi lo sa magari sarò una voce fuori del cuore, curiosa di conoscere altre impressioni perché il mio parere su questo ristorante in zona Tortona è negativo.  Per me Al Fresco è stato un esempio di come la location alle volte sembra più importante del contenuto (ovvero il cibo). Un luogo ideale per un ricevimento da celebrare nello splendido giardino, una cornice bucolica da sogno. Io ho pranzato in una romantica veranda che ha reso perfetto il pranzo fino all'arrivo dei piatti. Poco fantasiosi, pochi in generali ma genereosi nel prezzo. Ok si vede l'impegno dei duo soci (architetto e agronomo) nel voler creare un locale con un giardino che faccia dimenticare di essere in città  (meno stupefacente l'interno del ristorante) ma si va lì per mangiare e il cibo non merita e i prezzi sono alti. 

CAPRA E CAVOLI (brunch)
Via Pastrengo, 18 (Isola)




Inizio con una dovuta premessa: la mia bocciatura è solo per il brunch domenicale non per la cucina del ristorante che so essere differente nelle proposte. Brunch che non mi sento di bocciare in toto ma che non mi ha entusiasmato considerando le settimane di anticipo nella prenotazione che hanno generato aspettativa. Cucina healthy con un riccco buffet rifornito di continuo (con molte proposte per vegetariani ), e un tavolo di dolci vegani così ricco e invitante da tentarti già ancora prima di iniziare a riempirti il piatto con il primo. Peccato però che i dolci poi risultino non gustosi quanto belli. E che niente del buffet ti faccia esclamare 'che buono' (nemmeno cattivo per carità). Il conto è in linea con quelli milanesi ma non è un brunch che rifarei e consiglierei perché a parità di prezzo o forse anche meno c'è di meglio a Milano. Mi dice invece la mia amica (che per questa recensione rimarrà un po' male) che a cena Capra e Cavoli è super.Ci ritenterò.


POTAFIORI 
Via Salasco, 17 (Porta Romana)




Il locale è indubbiamente bellissimo e anche per questo fin da subito ha conquistato le gallery di Instagram di tutte le influencer meneghine. Io stessa sono andata per la prima volta a poche settimane dall'apertura incuriosita, e rimanendone invece delusa. A pranzo un menu striminzito, ordini sbagliati per mancanza di ingredienti (un po' paradossale se gli antipasti sono tre e gli ingredienti quattro) e prezzi da Brera quando invece siamo in una via non troppo centrale di Porta Romana. Avevano da poco aperto e visto la gentilezza ci ho voluto riprovare. A  distanza di un anno ho dato una seconda chance, ma l'impressione anche se leggermente migliorata con un amplimento delle proposte è rimasta la quasi stessa. Gli ambienti rimangono da favola e l'attenzione ai dettagli floreali da rivista patinata, però non è un locale dove andare a pranzo a cena ma a malapena a colazione per godersi l'atsmofera. Bello ma non balla e considerando la zona anche caro.


TRATTORIA ACQUASALA
Ripa di Porta Ticinese, 71 (Navigli)

Sono di parte potendo rivendicare origini pugliesi. Molti piatti della tradizione salentina sono quelli con cui sono cresciuta, dunque quando giù al nord trovo locali di cucina pugliese sono critica ma so essere anche felice se ritrovo i sapori della mia infanzia. Quando a Bologna avevo trovato chi faceva rustici e calzoni a regola d’arte, avevo esultato informando il parentado nemmeno avessi vinto al Superenalotto. A malincuore ammetto che Acquasala pur non essendo una piena stroncatura non mi ha entusiasmato ne regalato i sapori tipici pugliesi. Tutto buono ma non saporito e lontano dalla mia Puglia. Rimandato. 

GOD SAVE THE FOOD (brunch)
Via Tortona, 34 (Tortona)



Un brunch dei più famosi in città, di quelli che meglio che prenoti con giorni di anticipo. Naturale aspettarsi grande cose. Invece per me è stata una mezza delusione, a partire dall’attesa per il tavolo da cui una volta seduta era quasi impossibile alzarsi dati gli incastri. La mia scelta è caduta su dei non memorabili pancakes e anche alle mie amiche non è andato meglio. Non si può dire che il cibo sia cattivo, ma non se ne esce soddisfatti e i prezzi non sono economici. Ciliegina sulla torta la domenica essendo pieno conversare è impossibile per via del rumore di sottofondo. Un brunch che se non fosse per la compagnia ricorso come quasi disastroso.

Leggi anche questi

0 commenti

Iscriviti